Non si puo’ piu’ pensare in due direzioni

Non si puo’ piu’ pensare in due direzioni

Vadim Zakharov
NO MORE DOUBLETHINK!

Statement of Vadim Zakharov in front of the Russian Pavilion in Venice (April 20, 2022), shared with MOW!

I, the artist Vadim Zakharov, hereby prohibit my works and pieces stored in Russian museums and art collections from being exhibited in Russia.

Today, everyone must decide for themselves how to behave in relation to the war in Ukraine, which began in 2014 and reached its bloody climax in 2022. The “I” and the “we” are no longer concepts which are directly connected logically nor grammatically. The idea of “We” was linked to a small group of Moscow underground artists who, before perestroika, fought for a little piece of freedom in the Soviet system day in and day out. But with the Russian annexation of Crimea, or maybe even before that, everything changed. A rift began among us that led to a complete rupture on a family, friendship, and professional level.

Today, after March 24, 2022, it is truly unthinkable to maintain friendships and relationships for the old times sake, to sit together and remember how we gathered at a table on the occasion of shows in private apartments or for family celebrations. The time of manoeuvring and diplomacy to avoid quarrelling with former colleagues and friends over different opinions on politics and society is finally over. A war erases all nuances and allows only two colours: black and white. We may not like it, but such is the nature of war. It simplifies our thinking and forces us to answer yes or no.

Today we are observing a critical dilemma upon the sense of many terms and meanings, and above all, those preceded by the adjective “Russian/e”.

“To write a poem after Auschwitz is barbaric” – Adorno’s famous sentence sounds more relevant today than ever. Bucha is the new Auschwitz. After the crimes perpetrated in Bucha, the destruction of Mariupol and other Ukrainian cities, one can no longer remain silent, regardless of whether one is an artist, a poet or simply a Russian citizen. The term nor the idea of “Russian intelligentsia” no longer exists. No one can currently claim that definition as their own, no matter how intelligent or intellectual they may be or perceive themselves as. Rather, we need to let that concept grow within us anew (assuming it would make any sense at all).

75 years under Soviet rule have not passed without leaving consequences. The propaganda spread among us like a virus, invading our cells, just waiting to poison fertile ground. This is exactly how Putin’s propaganda spread. The war has created a terrible monster within us that insidiously reverses and perverts all meaning. How to react to this is the decision of each individual.

Like 45 years ago, I stand on the side of freedom, and in this case that means standing on the side of Ukraine.

Courtesy of Vadim Zakharov
Photos: by Konstantin Akinsha

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Vadim Zakharov
NO MORE DOUBLETHINK! – non si puo’ piu’ pensare in due direzioni /
stop al pensiero ambivalente

Io, l’artista Vadim Zakharov, con questo gesto vieto che le mie opere d’arte conservate nei musei e nelle collezioni d’arte russi siano esposte in Russia.
Oggi ognuno deve decidere da solo come comportarsi in relazione alla guerra in Ucraina, iniziata nel 2014 e orribilmente culminata nel 2022.
Concetti come quelli dell’ io” e del “noi” non sono più percepiti – al momento presente- come logicamente o grammaticalmente collegati. Il “Noi” rappresentava un piccolo gruppo di artisti underground di Mosca che, prima della perestrojka, combattevano giorno dopo giorno per un piccolo pezzo di libertà nell’ambito del sistema sovietico. Ma con l’annessione russa della Crimea, o forse anche prima, tutto è cambiato. Tra noi è iniziata una spaccatura che in parte ha portato a una rottura completa sul piano familiare, amicale e professionale.
Oggi, dopo il 24 marzo 2022, è davvero impensabile mantenere amicizie e relazioni professionali in onore dei vecchi tempi, riunirsi e ricordare come ci siamo seduti insieme a un tavolo in occasione di mostre organizzate in appartamenti privati o feste di famiglia. Il tempo in cui si tolleravano idee differenti e quello delle manovre diplomatiche per evitare di litigare con ex colleghi e amici su opinioni diverse su politica e società è finalmente finito. Una guerra cancella ogni sfumatura e permette solo due colori: il bianco e il nero. Può non piacerci, ma questa è la natura della guerra. Semplifica il nostro pensiero e ci costringe a rispondere sì o no.
Oggi assistiamo alla crisi e alla messa in discussione di molti termini e significati, soprattutto quelli preceduti dall’aggettivo “russo/e”. “Scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro” – La famosa frase di Adorno suona oggi più che mai attuale. Bucha è il nuovo Auschwitz. Dopo i delitti perpetrati a Bucha, la distruzione di Mariupol e di altre città ucraine, non si può più tacere, indipendentemente dal fatto che si sia artisti, poeti o semplicemente cittadini russi. Il termine “intelligenzia russa” non esiste più. Nessuno può, al momento attuale, rivendicare quel termine come proprio, non importa quanto intelligenti o intellettuali si possa essere o ci si possa sentire. Piuttosto, dobbiamo lasciare che quel concetto cresca di nuovo dentro di noi ( fermo restando che abbia un senso).
75 anni sotto il dominio sovietico non sono passati senza lasciare conseguenze.
La propaganda si è diffusa tra noi come un virus, invadendo le nostre cellule, aspettando solo di inquinare e avvelenare un terreno fertile. Questo è esattamente il modo in cui la propaganda di Putin si e’ diffusa. La guerra ha creato dentro di noi un terribile mostro che insidiosamente capovolge e sovverte ogni significato. Come reagire a cio’ è decisione personale di ogni individuo.
Come 45 anni fa, sono dalla parte della libertà, e in questo caso ciò significa stare dalla parte dell’Ucraina.

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